Foto Presentazione del libro Verso Te – Ristampa 2012 – STONE ITALIANA SHOWROOM | 2-12-2012

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Foto by Davide Di Lorenzo (www.dvdreporter.it)


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Io sono quella che resta.

Voglio scivolare in qualche parte di te…
Come fanno i sogni, di Notte.
Voglio rimanere impigliata tra i tuoi capelli
o incastrata nei tuoi pensieri.
Lì dove, né il tempo, né la distanza, né la tua volontà,
potranno smuovermi.
Voglio risuonare in te come una bella canzone.
Che non ti stanchi di ascoltare.
Voglio uno spazio tutto mio tra le pareti di te.
Uno spazio vergine, incontaminato, di emozioni mai provate.
Un giardino di sorprese del cuore.
Voglio essere quella che resta. Che fa parte di te. E in te riposa.
Voglio essere la tua valigia così che, in viaggio o in partenza, tu mi tenga per mano.
Io non voglio volere.
Voglio essere.
In Te.
Io sono quella che resta.

(Letizia Cherubino)


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Se tu non capisci…

Se tu non capisci, il male che mi hai fatto… Io non te lo posso spiegare. E se non lo capisci, non puoi nemmeno capire il perché dei miei dubbi, del mio tentennare, della mia altalena di emozioni, delle mie paure.
Ma poi… la verità è che tu non devi capire quanto male ho sentito, ma quanto Amore c’era perché tu mi potessi fare così male.

(Letizia Cherubino)


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QUELLA COSA…

“Quella cosa” per cui non smetteresti mai di ascoltare la persona che hai davanti.
Quella cosa che tutto quello che dice o come muove le mani o come respira o semplicemente le parole che usa per raccontare quello che ha mangiato a colazione, ti sembrano interessanti, uniche, sconvolgenti.
Quella cosa che poco te ne fregherebbe di non dormire per una – facciamo pure due notti – per il gusto di non perderti un secondo del tempo da poter condividere con lui/lei.
Quella cosa che vorresti rapirla per tenerla un po’ per te e te ne freghi se non sarà mai tua perchè sei certo che come la guarderesti, ascolteresti, toccheresti tu… Nessuno Mai.
Quella cosa che “dimmi se sei vero” perchè somigli esattamente a quello che – fino a prima di Te – era un sogno che scompariva all’alba.
Quella cosa che fai l’amore con gli occhi e fai fatica anche solo a pensare di poterlo toccare quel corpo… troppo lontano per tutto…
Quella cosa che ti tremano le mani al solo pensiero di… Di.
Quella cosa che vorresti fermare il tempo e l’ora e qui vale più di tutto il passato e di ogni giorno che potrà venire.
Quella cosa che cominci a credere al destino, al per sempre, a tutte quelle parole su cui prima eri cinico e diffidente.
Quella cosa che VIVERLA non è una scelta ma un obbligo alla Vita.
Alla Vita Tua e Sua.
Ecco… Quella cosa lì. Esatto.
Quella che da senso a tutto il resto.

(Letizia Cherubino)


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Ma Tu… Esattamente… COSA VORRESTI dall’AMORE?!

“E voglio giocare a nascondino e darti i miei vestiti e dirti che mi piacciono le tue scarpe e sedermi sugli scalini mentre fai il bagno e massaggiarti il collo e baciarti i piedi e tenerti la mano e andare a cena fuori e non farci caso se mangi dal mio piatto e incontrarti da Rudy e parlare della giornata e battere a macchina le tue lettere e portare le tue scatole e ridere della tua paranoia e darti nastri che non ascolti e guardare film bellissimi e guardare film orribili e lamentarmi della radio e fotografarti mentre dormi e svegliarmi per portarti caffè brioches e ciambella e andare da Florent e bere caffè a mezzanotte e farmi rubare tutte le sigarette e non trovare mai un fiammifero e dirti quali programmi ho visto in tv la notte prima e portarti a far vedere l’occhio e non ridere delle tue barzellette e desiderarti di mattina ma lasciarti dormire ancora un po’ e baciarti la schiena e carezzarti la pelle e dirti quanto amo i tuoi capelli i tuoi occhi le tue labbra il tuo collo i tuoi seni il tuo culo il tuo
e sedermi a fumare sulle scale finché il tuo vicino non torna a casa e sedermi a fumare sulle scale finché tu non torni a casa e preoccuparmi se fai tardi e meravigliarmi se torni presto e portarti girasoli e andare alla tua festa e ballare fino a diventare nero e essere mortificato quando sbaglio e felice quando mi perdoni e guardare le tue foto e desiderare di averti sempre conosciuta e sentire la tua voce nell’orecchio e sentire la tua pelle sulla mia pelle e spaventarmi quando sei arrabbiata e hai un occhio che è diventato rosso e l’altro blu e i capelli tutti a sinistra e la faccia orientale e dirti che sei splendida e abbracciarti se sei angosciata e stringerti se stai male e aver voglia di te se sento il tuo odore e darti fastidio quando ti tocco e lamentarmi quando sono con te e lamentarmi quando non sono con te e sbavare dietro ai tuoi seni e coprirti la notte e avere freddo quando prendi tutta la coperta e caldo quando non lo fai e sciogliermi quando sorridi e dissolvermi quando ridi e non capire perché credi che ti rifiuti visto che non ti rifiuto e domandarmi come hai fatto a pensare che ti avessi rifiutato e chiedermi chi sei ma accettarti chiunque tu sia e raccontarti dell’angelo dell’albero il bambino della foresta incantata che attraversò volando gli oceani per amor tuo e
scrivere poesie per te e chiedermi perché non mi credi e provare un sentimento così profondo da non trovare le parole per esprimerlo e aver voglia di comperarti un gattino di cui diventerei subito geloso perché riceverebbe più attenzioni di me e tenerti a letto quando devi andare via e piangere come un bambino quando te ne vai e schiacciare gli scarafaggi e comprarti regali che non vuoi e riportarmeli via e chiederti di sposarmi e dopo che mi hai detto ancora una volta di no continuare a chiedertelo perché anche se credi che non lo voglia davvero io lo voglio veramente sin dalla prima volta che te l’ho chiesto e andare in giro per la città pensando che è vuota senza di te e volere quello che vuoi tu e pensare che mi sto perdendo ma sapere che con te sono al sicuro e raccontarti il peggio di me e cercare di darti il meglio perché è questo che meriti e rispondere alle tue domande anche quando potrei non farlo e cercare di essere onesto perché so che preferisci così e sapere che è finita ma restare ancora dieci minuti prima che tu mi cacci per sempre dalla tua vita e dimenticare chi sono e cercare di esserti vicino perché è bello imparare a conoscerti e ne vale di sicuro la pena e parlarti in un pessimo tedesco e in un ebraico ancora peggiore e far l’amore con te alle tre di mattina e non so come non so come non so come comunicarti qualcosa dell’assoluto
eterno
indomabile
incondizionato
inarrestabile
irrazionale
razionalissimo
costante
infinito
Amore che ho per te.”

(Monologo di A, Sarah Kane)


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