NON TI HO DETTO…

“Da dove ti scrivo si vede il Mare… E c’è profumo di piante di fico, liquirizia e il verde degli ulivi. Da dove ti scrivo abbraccio la tua terra con uno sguardo.
Da dove ti scrivo sembra che il tempo si sia fermato e c’è un Silenzio che attraversa l’anima.
Son venuta fin qui per scriverti. Ho preso la mia borsa, ci ho messo dentro la carta da lettere, la penna e ho intrapreso la salita di scalini accompagnata dal tuo pensiero. Come se fossi con me. Pensavo anche… “Ma cosa gli scrivo?”. Poi sono arrivata qui, in cima, e ho trovato le parole ad aspettarmi… Erano incagliate tra il cielo e il Mare, ma – appena mi hanno visto – mi sono venute incontro. Giuro… Mi è parso quasi mi dicessero “ti stavamo aspettando”. Allora mi sono seduta… Sguardo al Mare… E ho cominciato a scriverti. Non so se avrò più anima, quando avrò finito… O forse ne avrò di più. Ora però ci vado a fondo… Se un fondo c’è.
Quando scrivi, la prima frase é come la prima nota.. Determina tutto. Il resto é solo coda. Conseguenza. Insomma… Vien da sé. Ed io parto così: …NON TI HO DETTO…
Ecco, sì… NON TI HO DETTO…
Perché, in fondo, si scrive per trovare parole a quello che non si è riuscito a dire. Scrivere fa a patti con i silenzi. Li ricopre. Li svela. Scrivere é silenzio violato. Silenzio che parla.
Allora TI SCRIVO che NON TI HO DETTO che scopri di tenere ad una persona quando ti fa male. Che è un controsenso umano. Però accade. Ed io dovevo venire fino a qui per capirlo. TU MI PUOI FARE DEL MALE. Questa é una responsabilità. Comporta delle attenzioni, degli obblighi… Comporta che quello che tu fai, a me o con me, ha delle conseguenze… anche dolorose. È bello e brutto. Ma é così.
NON TI HO DETTO che le persone che si amano NON si salutano. Mai. È troppo difficile per tutto, per tutti. Le formule di congedo sono strette, vuote… Le parole danno fastidio. Vien voglia di voltarsi e… ‘fanculo! Già… Fanculo. Che il dolore di lasciarsi non é di questo mondo.
Poi NON TI HO DETTO che mi hai rubato il tempo. E un po’ del mio Cuore. Te lo sei preso quando ho abbassato le difese, pronto a sfidare chiunque perché io fossi un po’ tua… E così ce l’hai fatta. Anche se ora forse nemmeno sai se averlo, avermi, sia in fondo un così grande dono.
NON TI HO DETTO che crescere é una figata. E che chi rimpiange il tempo che passa, non sa vivere la vita. Non c’è etá più bella di quella che si sta vivendo nell’oggi. E le anime … sai… le anime son tutte bambine.
NON TI HO DETTO che tutte le cose fatte insieme, il tempo condiviso… l’ho voluto… Attimo dopo attimo. Immensamente voluto. E nulla é accaduto per caso.
NON TI HO DETTO… nonandarevia… portamiconte… hopaura… tiamodiamorepulito… vieniquisubito… tiodio…
NON TI HO DETTO che, quando il sole arriverà a toccarmi ( sono all’ombra, seduta su una panchina), mi alzerò da qui e smetterò di scriverti. Poi scenderò la scalinata e prenderò la strada verso casa. La mia Casa.
Infine NON TI HO DETTO che, dalla prima parola che ho scritto qui, a te, ho cominciato a piangere. E che questa é quindi una lettera bagnata di lacrime. Oh… No… Tu non c’entri… È solo che sto andando via. Solo questo. Giuro.
Non ti ho scritto, qui, quello che provo per te. Non serve. Lo leggi tra le righe. Mi spiace solo non averti portato qui con me. Non ho osato chiedertelo. Non era mai il momento giusto. Forse ci verrai da solo, anche e solo per il gusto di leggere le mie parole lì dove sono state scritte, con lo stesso Mare all’orizzonte e lo stesso profumo di liquirizia. …
È arrivato il Sole… Devo andare.
È bello qua sopra, sai… Vienici, ogni tanto. Magari m’intravedi sul filo dell’orizzonte.
Tua
(Letizia Cherubino)


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