Archivio di febbraio 2012

Tutti gli Uomini… Tutte le Donne…

“Tutti gli uomini sono bugiardi, incostanti, falsi, chiacchieroni, infantili, orgogliosi, vili, vigliacchi e sensuali.
Tutte le donne sono perfide, vanitose, artificiose, curiose e depravate, ma se c’è al mondo una cosa santa e sublime è l’unione di questi due esseri così imperfetti.”..

(Scena II atto V. Alfred de Musset)


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Sono una Donna.

Sono una Donna.
Prima di tutto una Donna.
Ho tutti i pregi e i difetti di una Donna.
Tutti all’ennesima potenza.
Sono una Donna di un tempo. Del mio Tempo. Di ogni Tempo. Senza tempo.
Una Donna che fa solo l’amore e che non sa cosa sia il sesso.
Già… Il sesso senza amore? Esiste? Qualcuno dice di sì.
Io… Io non lo conosco.
Sono una Donna con un’idea chiara di ciò che è femminile. Femminile in senso classico.
Amo i capelli lunghi, i vestiti, le scarpe con il tacco (tacco 12, chiaramente), gli abiti da sera, il trucco, le mani curate e il profumo. Il mio profumo.
Sono una Donna e so fare tutto quello che, un tempo ed oggi, deve saper fare una Donna.
Amo e so cucinare: tiramisù, pizza, arrosto, torte…
Stiro. Faccio il bucato. Rassetto la casa. Do l’acqua ai fiori. Spolvero. Passo l’aspirapolvere e lo spazzolone.
Sono una Donna.
Una Donna piena di Passioni e di Passione.
Le mie Passioni sono la musica, la letteratura, il teatro e i musical, la poesia, la scrittura, le stelle, il nome dei venti, le fasi della luna, il significato delle parole, la storia dei popoli, la geografia del mondo, l’estetica, la filosofia, la psicologia, l’Arte, la testa delle persone, i sorrisi dei bambini… LA VITA.
Mi piace fare l’amore. Tanto. Tanto… se è amore.
Se no… ne faccio anche a meno.
Faccio l’amore con le parole. Con una pagina scritta bene. Chiudendo gli occhi quando ascolto una bella canzone. Assaporando un budino al cioccolato o un bicchiere di vino rosso.
Sono una Donna e vivo da sola. Nella mia casa.
Casa Mia.
Il mio mondo.
Sono una donna e sono romantica. Sfacciatamente romantica.
Amo le cene a lume di candela, il mare al tramonto, le poesie dedicate, i mazzi di fiori, le sorprese, una dedica su un libro, il messaggio della buonanotte, sentirmi speciale per qualcuno, un complimento inaspettato, essere corteggiata…
Sentirmi desiderata.
Sono una Donna e m’innamoro.
Alla follia.
M’innamoro con tutta l’anima. Con l’anima. Con il cuore. Con la testa. Con il naso. Con ogni cellula del mio corpo. Confondendo l’anima con il corpo e non risparmiandomi.
Sono una Donna e sogno. E mi emoziono. E sono fragile. E sono forte. E sono tenera. E sono bella. Bella anche quando mi vedo brutta. Bella perchè so vedermi brutta e amarmi comunque.
Sono una Donna ed ho entusiasmo per tutto.
E non sono mai stanca.
Ed ho voglia di cantare.
Anche quando ho le lacrime agli occhi.
Sono una Donna e… piango. Piango e poi rido.
Sono una Donna e amo. Amo uomini che vorrei mi vedessero per quello che semplicemente sono… Una Donna.
Sono una Donna e ho paura. Coraggio e paura.
Sono capace di dare sostegno ma mi piace anche essere coccolata, protetta, difesa.
Tutto quello che faccio è solo una cornice.
Ho mille nomi ma solo uno mi appartiene.
Sono una Donna e…
SONO FELICE.
Felice di essere Donna.

(Letizia Cherubino)


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In Vetta.

Ti Amo talmente tanto che ti ho chiesto di lasciarmi andare via.
Ti Amo talmente tanto che ho fermato il tempo.
Prima di amarti di meno.
L’ho fermato lì. Sulla vetta di Noi.
Perché non ci fosse, in nessun tempo, Amore più grande.
Ti Amo talmente tanto che sono andata via per poterti dire…
…per poterti finalmente dire…
Che Ti Amo.
Già…
Presente, vicina… non ci sarei mai riuscita.
Non mi avresti creduto.
Avresti confuso cinque lettere tra parole, pensieri, gesti, sorrisi…
Non sono credibile quando amo.
So dire ti amo solo ridendo. O stando in silenzio.
Qui… in Vetta… posso amarti per sempre.
Posso amarti per sempre.
Posso amarti per sempre.
Posso amarti per sempre.
….
Qui… in Vetta… c’é l’eco di Noi.
Ed io finalmente posso amarti.

COME NON HO MAI AMATO NESSUNO.

(Letizia Cherubino)


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Amore a Prima Vista.

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E’ bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi
?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano –
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno “scusi” nella ressa?
un “ha sbagliato numero” nella cornetta?
– ma conosco la risposta.
No, non ricordano
.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell’infanzia?


Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

(Wislawa Szymborska)


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“TE” di Erich Fried

Te
lasciarti essere te
tutta intera
Vedere
che tu sei tu solo
se sei
tutto ciò che sei
la tenerezza
e la furia
quel che vuole sottrarsi
e quel che vuole aderire
Chi ama solo una metà
non ti ama a metà
ma per nulla
ti vuole ritagliare a misura
amputare
mutilare
Lasciarti essere te
è difficile o facile?
Non dipende da quanta
intenzione e saggezza
ma da quanto amore e quanta
aperta nostalgia di tutto-
di tutto
quel che tu sei
Del calore
e del freddo
della bontà
e della protervia
della tua volontà
e irritazione
di ogni tuo gesto
della tua ritrosia
incostanza
costanza
Allora
questo
lasciarti essere te
non è forse
così difficile.

(Erich Fried)


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