Archivio di gennaio 2012

Non si spiega.

Se un rapporto esiste. Esiste e basta.
Non è necessario fare nulla perché sopravviva al tempo.
Il possesso, la gelosia sono sintomatici di un NON-rapporto.
Se sono dentro di te e tu sei dentro di me non dobbiamo fare nulla per esserci. Lo siamo e basta.
E la nostra combinazione è unica.
Nessuna potrà mai prendere “quel” mio posto dentro di te e nessuno potrà mai rubare “quel” tuo posto dentro di me.
C’è un’ esclusività assoluta nel condividere l’Anima.
C’è una corrispondenza che non richiede sforzi, accordi, parole, compromessi…
Non sì può avere aspettative su una cosa che E’.
Non ci si può impegnare più di tanto e non è necessario inventarsi nulla perché un NOI esista se esiste.
E’ tutto più naturale di quanto un qualsiasi essere umano possa capire, spiegare, comprendere.
Bisognerebbe essere semplicemente capaci di viversi.
Fino in fondo.
Viversi e respirarsi.
E’ come sedersi su una terrazza che affaccia sul Mare. All’ora del tramonto. Quando c’è una pace che sembra trasudare dal cielo. Quando si ha la sensazione che tutto vada nel modo giusto, che non manchi niente per essere felici.
Se ci pensi, spesso la VERA Felicità, quella intensa, quella immensa, quella profonda non dipende da nulla. Né da una cosa che accade, né da una promozione o un traguardo raggiunto o una donna conquistata…
La Vera Felicità arriva direttamente dall’Anima. E non si spiega. Capito? NON SI SPIEGA.

Vorrei ti sedessi su questa terrazza con me.
E che tu lasciassi il sole tramontare e accogliessi l’alba della Luna senza farti troppe domande.
Sapendo che io ci sono perché dovevo esserci e che noi ci siamo senza dover fare nulla. Nulla.
E’ così. Accade. Accadiamo.
Io vorrei che noi accadessimo. Punto. Accadessimo e basta.
Detto così forse è brutto ma – cazzo! – assomiglia tanto alla Vita.

(Letizia Cherubino).


Bookmark and Share


Parlando di Me, con Me.

“Io davvero non capisco. E’ come se tu non ti aspettassi nulla. E’ come se, per te, fosse normale e necessario capire, comprendere, giustificare ma mai pretendere. E’ come se tu pensassi di non meritare, di non avere il diritto di attenzioni, coccole, presenza… Io… Io davvero non capisco”.
“…”.
“Non dici niente?”.
“…”.
“Non hai davvero nulla da dire?“.
Abbasso lo sguardo. E non dico niente. Non è che non ho niente da dire (IO ho sempre qualcosa da dire) ma ho un nodo alla gola che si mangia parole e pensieri. Ho solo voglia di piangere. Di farmi abbracciare e di piangere. Ma io non sono capace di chiedere abbracci… E allora sto ferma. Con lo sguardo abbassato e una gran voglia di essere Altrove, di scappare lontano dalla verità di Me.
Mi fa sempre strano quando qualcuno si preoccupa per me. Si occupa di me. Solitamente sono io sostegno, risata, parola giusta al momento giusto. Sono nata per accogliere. Accogliere e sostenere. Contenere e trasmettere gioia.
E’ mia costituzione genetica.
Ho questa incredibile forza, energia, voglia di vivere…
Però…
Però è vero…
Se, in amicizia, tutto questo è garanzia di presenza… In Amore… Beh… In Amore è disastro di intenti.
Forse perché l’amore non è un sentimento gratuito come l’amicizia. Forse perché, se amo, mi metto a nudo completamente e – non avendo più difese – mi aspetto una cura particolare per la mia anima esposta, donata, condivisa…
“Loro non ti vedono”...
Parole/nonparole che interrompono il mio flusso di pensieri.
“Loro non vedono davvero chi sei. Forse non glielo permetti. O forse è davvero difficile amare tutto quello che sei…”.
Quella che mi parla è la mia immagine riflessa allo specchio.
E’ da un po’ che mi guardo e cerco di ascoltare l’immagine di me che m’invita a volermi più bene.
E’ un gioco che faccio con me stessa per crescere, per andare a fondo del mio scendere a compromessi nell’amore, del pensare di non meritare di più di uomini incapaci di darmi valore, di essere presenti, di farmi sentire unica…
“Dovresti cominciare volendoti più bene. Dovresti cominciare a prendere consapevolezza di quanto vali. Dovresti cominciare a non dare più nulla a chi non è in grado di valorizzare la tua anima. Dovresti cominciare a chiudere qualche porta…”.
Sposto gli occhi dal mio specchio e guardo la porta della stanza. E’ spalancata. Sempre aperta. Per tutto. Per tutti. E’ come me. Disponibile. Ricettiva. Viva. L’istinto è di chiuderla. Di chiudermi in stanza. Di fare un gesto che sia un simbolo. Ma la mia stanza sono io. Ed io non voglio chiudermi in me stessa. Allora abbandono lo specchio e, prima di uscire, accosto la porta… Poi… ancora con la mano sulla maniglia.. la chiudo con un gesto deciso.
Chiudo la parte più intima di me, nella stanza, per proteggerla, ed io esco. E mi butto nella vita.
In una Nuova Vita.
Dove non c’è spazio per chi non ha la chiave per entrarmi dentro.
Dove, chi non è stato capace di amarmi, rimane semplicemente fuori.
FUORI.

(Letizia Cherubino)


Bookmark and Share


Unicità Assoluta.

Non mi piace essere la copia di copioni già scritti e recitati.
Non mi piace assomigliare a un passato mille volte vissuto.
Non mi piacciono le parole riciclate, i nomignoli applicati a persone diverse, le canzoni d’amore che fanno da colonna sonora a più storie, i gesti che sono frutto di calcolate e provate tecniche seduttive.
Mi piace l’Unicità Assoluta.
Il reinventarsi da capo ad ogni incontro.
Il pensiero che, prima di un Noi, tutto questo non esisteva.
Non era nemmeno pensabile.
Mi piace chi si mette in gioco fino al fondo di sè, ribaltando ciò che – poco prima di lui/lei – pareva impossibile.
Non mi piace chi si divide fra mille storie per soddisfare bisogni diversi e si distrae dall’affascinante sfida di perdersi in un’unica, immensa, profonda avventura dell’anima.
La convinzione di poter avere tutto, ci fa perdere di vista l’intensità di quel Due che può fare davvero la differenza.
Quel Due nato dalla folgorante consapevolezza che MAI e POI MAI potrà ripetersi – in una vita – l’unicità di un incontro.
Chi non si concede un trasporto assoluto fa un torto soprattutto a se stesso. Cerca distrazioni lì dove potrebbe scavare nel pozzo infinito di sé.
Il risultato sono sterili amori a metà.
Emozioni da fast food.
Non conta riuscire a far credere all’altro di essere unico.
Conta sentire dentro di sè il desiderio di rinascita, di riscoperta…
Il reinventarsi e l’andare a fondo della propria creatività nel dare e nel vivere un’avventura umana.
Siamo romanzieri di noi stessi.
Trame che si ripetono sempre uguali sono frutto di noia, prevedibilità, scarsa fantasia.
Sono libri abbandonati su una panchina prima ancora di arrivare al finale.
Sono personaggi che assomigliano ad altri personaggi.
Dialoghi triti e ritriti.
Scrittori che non hanno più nulla da dire se non imitare se stessi.
Credo in chi cerca, ogni giorno, parole nuove per scrivere la propria vita. Per vivere l’amore.
E’ L’Infinita meraviglia di Essere Umani.

(Letizia Cherubino)

“NON ASSOMIGLI PIU’ A NESSUNA DA QUANDO TI AMO”
(Pablo Neruda)


Bookmark and Share


Dimmelo.

Dimmelo. Voglio che tu me lo dica.
Una frase. Poche parole. Un verso. Dimmelo come vuoi.
A voce. Per iscritto. Via mail. Scritto su un tovagliolo. O gridato per strada. Un semplice sms?
Va bene anche un sms… Ma…
Dimmelo.
Me lo DEVI dire.
Me lo devi dire anche se è patetico. Se non è nel tuo stile. Se non lo faresti-diresti-scriveresti per nessuno.
Dimmelo di Notte. O appena sveglio. Dopo pranzo o prima di salire in macchina.
Dimmelo.
Dimmelo.
Dimmelo.
Dimmi quello che sai che voglio sentirmi dire.
Può assomigliare a un tivogliovedere, mimanchi, hovogliadite, vorreifossiqui, hovogliadifarel’amoreconte
Dimmi quello che voglio che tu mi dica.
E’ un regalo di parole.
Fallo per me.
E… Dimmelo.

(Letizia Cherubino)


Bookmark and Share


Il Tempo Non Funziona.

Il Tempo non funziona con Te.
Non funziona.
Non funziona.
Il tempo dovrebbe attutire le emozioni, contenere il trasporto, soffocare il batticuore.
Passa il tempo e l’abitudine si impone?
Giusto?
E’ così che funziona. Che DEVE funzionare.
Vale per tutti. DEVE valere anche per Noi.
Un tuo messaggio, ora, dovrebbe passarmi quasi indifferente.
La tua voce al telefono risultarmi familiare.
Le tue parole scivolarmi disinvolte.
La tua presenza essere scontata. Prevedibile. Prevista.
Accade?
No. Non accade.
Il Tempo non funziona con Te.
Non attutisce. Non contiene. Non soffoca.
Lavora contro di me. Contro di Noi.
E un tuo messaggio è un battito di cuore che salta.
E il tuo sguardo è rossore soffocato da parole che nascondono Emozioni.
Il Tempo non funziona con Te.
Oggi è come ieri.
Domani è come oggi.
Ed io… Sorrido imbarazzata.
Abbiamo fregato pure il Tempo.

(Letizia Cherubino)


Bookmark and Share